Dr. Mauro Cappelletti
alt="Dr. Mauro Cappelletti in studio durante una consulenza con una paziente" loading="lazy" width="1400" height="1050">
Profilo Professionale
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia nel 1978, con specializzazione in Anestesia e Rianimazione (1982) e iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti nel 1999. Iscritto all’Albo dei Medici Chirurghi di Alessandria n. 2673.
Un percorso medico di eccellenza pluridecennale: dalla carriera ospedaliera come Anestesista Rianimatore (1978–1990) alla Medicina Generale (1978–2019), alla psicoterapia specialistica CBT-E per i Disturbi dell’Alimentazione e l’Obesità (1999–oggi). Presidente OMCeO Alessandria per oltre undici anni (2009–2020), fondatore della Sezione Provinciale SIMG. Attualmente Project Leader del DAIRI dell’AOU di Alessandria, a breve IRCCS.
Esercita la professione di Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, curando pazienti con Disturbi dell’Alimentazione, Obesità, Disturbi d’Ansia e disturbi emotivi.
Aree di Attività
About Me
Laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università di Pavia nel 1978. Iscrizione all’Albo dei Medici Chirurghi di Alessandria, n. 2673 del 1978. Specializzazione in Anestesia e Rianimazione presso l’Università di Pavia nel 1982. Iscrizione all’Albo degli Psicoterapeuti nel 1999.
La medicina è stata la costante passione della mia vita. Ed il mio orgoglio personale. Dopo il periodo della Guardia Medica, ho intrapreso nel 1978 la carriera ospedaliera come Anestesista Rianimatore e nel 1988 ho raggiunto, per concorso, la posizione di Dirigente medico ospedaliero. Nei miei tredici anni di attività come medico ospedaliero, oltre al normale svolgimento del lavoro quotidiano, mi sono profondamente impegnato all’interno del mio Ospedale per ammodernare il sistema delle cure in Rianimazione ed introdurre l’anestesia endovenosa nella pratica anestesiologica, ponendo così le basi per la moderna terapia del dolore.
Nel 1992 il Decreto Legislativo 502 imponeva di scegliere tra la carriera ospedaliera e quella della Medicina Generale. Mi licenziai dall’Ospedale per fare il Medico di Medicina Generale. Cominciai con la stessa passione, ponendomi l’impegno personale di trasformare la figura del “medico della mutua” in un professionista europeo, organizzato e formato.
“Le idee camminano sulle gambe delle persone” mi dissero Mario Boni ed i grandi medici Michele Olivetti, Angelo Pizzini, Danilo Poggiolini e Mario Ponzetto della FIMMG di Torino e Nazionale. Per poter avere i mezzi necessari a realizzare questi cambiamenti, in aggiunta all’impegno di ogni giorno nella pratica clinica, diventai quindi un quadro dirigente del Sindacato FIMMG. Subito dopo fondai la sezione provinciale della Società Scientifica SIMG, diventandone un dirigente regionale e nazionale. Introducemmo il concorso per poter diventare Medico di Famiglia e forme organizzative moderne come gli ambulatori di “Medicina di gruppo” e l’Assistenza domiciliare integrata (ADI).
Entrai nella direzione della Scuola Piemontese di Formazione di Medicina Generale, e, con i colleghi, dopo essermi formato, all’uopo, alla Scuola di Artimino dal Prof. Gallini, introducemmo sul territorio nazionale la formazione di categoria della Medicina Generale, autogestita.
In quegli anni di intenso fervore, mi dedicai a scrivere le specifiche cliniche per Millennium, il primo software gestionale professionale, introducendo la cartella clinica, prima cartacea e poi informatizzata, negli studi dei Medici di Famiglia italiani.
Fui designato consulente in Medicina Generale nell’equipe che scrisse il protocollo per il primo screening mammografico italiano del GISMa (Prevenzione Serena) ed entrai nella cinquina della Commissione Oncologica del Ministero della Salute. Gestii per due anni un Registro Tumori nazionale.
Essendomi impratichito della Nutrizione Enterale in ospedale e della dietologia tradizionale sul territorio, cominciai ad interessarmi di cercare soluzioni ai malati che non rispondevano ai trattamenti tradizionali e, sotto la guida del Dott. Franco Baldini (RET, Verona) diventai Psicoterapeuta e cominciai ad esercitare la psicoterapia cognitivo comportamentale. Nello stesso tempo mi iscrissi al First Certificate of Professional Training in Eating Disorder and Obesity (1998, Verona) condotto dal Dott. Riccardo Dalle Grave, durante il quale imparai la CBT-E, specifica per i disturbi alimentari, terapia che esercito dal 1999 fino ad oggi.
Non ho mai smesso di seguire i cambiamenti sanitari italiani e nei 22 anni trascorsi al vertice dell’Ordine dei Medici della Provincia di Alessandria, ho cercato di fornire supporto strategico e professionale sia alla Federazione Nazionale che ai colleghi della mia provincia, attraverso la redazione di un editoriale mensile, per comunicare loro i cambiamenti sociali e di ruolo, cercando di supportarli con serietà ed empatia. Ed ancora oggi, mi viene richiesta questa attività, come giornalista pubblicista.
È stata una bellissima avventura declinare la professione medica in competenze multidisciplinari, attraverso progetti clinici, di ricerca, formazione e consulenza in ruoli istituzionali, scientifici e organizzativi nel mondo della Sanità.
Oggi il mio impegno prosegue. Esercito la professione di Psicoterapeuta cognitivo comportamentale, curando pazienti con Disturbi dell’Alimentazione, Obesità, Disturbi di ansia o disturbi emotivi. Coordino un gruppo di ricerca clinica sul territorio, il Project Group interaziendale di Ricerca in Medicina Generale e Pediatria di Libera Scelta del Dipartimento Attività Integrate Ricerca e Innovazione (DAIRI) dell’Azienda Ospedaliera Universitaria di Alessandria, a breve IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), diretto dal Dott. Antonio Maconi.
Continuo a cercare di rendere comprensibile la scienza ai malati, in modo che possano aderire meglio alle terapie.
Studiare medicina e praticare medicina clinica in simbiosi tra loro, a contatto con l’umanità, mi ha consentito di crescere come persona.
Portare avanti, oltre al lavoro quotidiano di un medico, tutti questi cambiamenti ed innovazioni ha richiesto grandi sacrifici personali, faticose trasferte e un carico di lavoro tale da far apparire, ai più, inspiegabile come riuscissi a portarlo avanti. Eppure, la passione e la gioia di vedere risultati concreti sulla salute delle persone hanno reso ogni sforzo sopportabile.
Oggi, guardando indietro, il mio augurio ai giovani medici è quello di poter vivere la professione con la mia stessa intensità: perché, quando si lavora con passione, anche i sacrifici più duri passano in secondo piano di fronte al privilegio di esercitare la professione più bella del mondo!
— Mauro Cappelletti